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Scopri perchè Ti serve l’arbitrato in 4 risposte

4 DOMANDE PER CAPIRE L’ARBITRATO

1. Cos’è l’Arbitrato?

L’arbitrato è un mezzo di risoluzione di controversie di natura prevalentemente economica e commerciale. Ricorrendo all’Arbitrato, le parti si impegnano ad affidare la risoluzione della controversia tra loro insorta al giudizio di uno o più Arbitri, in via alternativa al ricorso al Tribunale od al Giudice di pace.

2. Come fare?

Per attivare l’Arbitrato basta inserire un’apposita clausola nel contratto o sottoscrivere un accordo apposito. Le Camere Arbitrali assistono le parti e gli Arbitri nel corso di tutto il procedimento arbitrale.

3. Che tipologie di arbitrato ci possono essere?

  • Arbitrato rituale: è un procedimento che consente la risoluzione di controversie in forma di Lodo vincolante tra le parti, che può acquistare efficacia di Sentenza a norma della legge processuale;
  • Arbitrato irrituale o libero: è un procedimento finalizzato ad una decisione avente tra le parti valore negoziale.

4. Quali sono i vantaggi?

I vantaggi dell’Arbitrato rispetto alla giustizia ordinaria sono la rapidità (dura al massimo 180 giorni), la riservatezza (le udienze non sono pubbliche), la competenza tecnica degli Arbitri (scelti fra i migliori avvocati), la responsabilità personale degli arbitri (rispondono dei loro errori con i loro denari).

Scopri qui la Camera Arbitrale della Venezia Orientale

Tariffario Camera Arbitrale della Venezia Orientale

TARIFFARIO CAMERA ARBITRALE

VALORE DELLA CONTROVERSIA

ONORARIO COLLEGIO ARBITRALE

(COMPRENSIVO DEI DIRITTI AMMINISTRATIVI)

minimo €

massimo €

Fino a 

25.900,00

1.800,00

3.900,00

Da

A

25.900,01

51.700,00

2.900,00

5.900,00

51.700,01

103.300,00

4.500,00

10.500,00

103.300,01

258.300,00

9.000,00

21.000,00

258.300,01

516.500,00

15.000,00

36.000,00

516.500,01

1.549.400,00

23.000,00

66.000,00

1.549.400,01

2.582.300,00

29.000,00

75.000,00

Oltre

2.582.300,00  

45.000,00

75.000,00 oltre 1% sull’eccedenza rispetto a 2.582.300,00

Se il valore della controversia è indeterminabile lo scaglione di riferimento sarà quello da 25.900,01 a 51.700,00; in tali ipotesi, ove la controversia comporti la risoluzione di questioni giuridiche di particolari complessità e/o l’espletamento di notevole attività istruttoria, il Collegio potrà fare riferimento, ai fini della quantificazione dell’Onorario, allo scaglione da 51.700,01 a 103.300,00.

Workshop “La Mediazione Civile: come funziona”.

NOVENTA DI PIAVE: WORKSHOP “LA MEDIAZIONE CIVILE: COME FUNZIONA. LA CRISI DELLA GIURISDIZIONE STATALE E COME USCIRNE”

Camera Avvocati di San Donà di Piave

Camera Avvocati di San Donà di Piave

Il giorno 12 settembre, dalle ore 14.30 alle ore 18.30, presso la sala congressi del “Base Hotel” di Noventa di Piave (Ve), si terrà il workshop dal titolo “La mediazione civile: come funziona. La crisi della giurisdizione statale e come uscirne”.

L’incontro, organizzato dalla ”Camera Avvocati di San Donà di Piave”,  è aperto a chiunque desideri avvicinarsi o approfondire il tema della mediazione civile.

La mediazione civile – istituto giuridico con sempre maggiore rilievo nell’ambito delle cosiddette “procedure alternative di risoluzione delle controversie” – non prevede l’intervento di un giudice nella fase di mediazione, che è gestita da un esperto – il mediatore – terzo rispetto alle parti. Il mediatore tenta di addivenire ad una composizione della lite facendo uso di metodi che cerchino l’accordo delle parti, evitando una “imposizione dall’alto” – mediante sentenza – del nuovo assetto delle relazioni.

La mediazione, assieme ad altri strumenti cosiddetti “adr” (alternative dispute resultion) come l’arbitrato, rappresenta una nuova e, in questi tempi, necessaria soluzione da utilizzare, da parte degli operatori e dei fruitori dei servizi giuridici: a fronte di tempi e costi sempre maggiori della giustizia ordinaria e di esiti sempre più imprevedibili, una utile via per ottenere una rapida e certa risoluzione delle controversie giuridiche è quella di rivolgersi ad un mediatore ovvero ad un arbitro.

Il workshop testimonia l’impegno dei professionisti forensi del nostro territorio alla loro formazione continua e al mantenimento di una alta qualità dei servizi offerti ai cittadini e alle imprese; è previsto l’intervento, in qualità di relatori, di numerosi esperti del settore, ivi compresi docenti universitari e un magistrato.

Introdurranno i lavori l’avv. Alberto Vigani,  Presidente della “Camera Avvocati di San Donà di Piave”, e l’avv. prof. Dimitri Girotto (professore associato di diritto costituzionale presso l’Università di Udine).

Seguiranno gli interventi dell’avv. Barbara Lorenzi (ufficio studio presso Ordine degli avvocati), dell’avv. Giuseppe Valenti (Vicepresidente Medialogos), dell’avv. Barbara Cocola (responsabile scientifico dell’ass. Conciliatore Veneto), del dott. Luciana Breggia (giudice del Tribunale di Firenze), dell’avv. prof. Paola Lucarelli (professore ordinario di diritto commerciale nell’Università di Firenze), dell’avv. Carlo Recchia (membro Agifor e dell’Accademia nazionale del diritto), dell’avv. Paolo Fortunato Cuzzola (foro di Reggio Calabria, mediatore e formatore), dell’avv. Marco Marinaro (docente a contratto di diritto processuale civile presso l’Università di Napoli, Federico II), dell’avv. Andrea Pasqualin (Consigliere Cnf).

L’incontro è altresì riconosciuto dall’Ordine degli avvocati di Venezia che attesta quattro crediti formativi deontologici per l’adesione.

Come pagarsi l’arbitrato con l’Assicurazione?

ARBITRATO E COPERTURA ASSICURATIVA: BINOMIO VINCENTE? SI’

Il procedimento arbitrale, al pari di un procedimento avanti al giudice, presenta dei costi. Tali costi non sono calcolati in base al metodo del c.d. contributo unificato ma in base al tariffario proprio della Camera arbitrale del Veneto Orientale.

Tali costi, al pari di quelli per un procedimento avanti al giudice, possono essere sostenuti, parzialmente o per intero, da un ente assicuratore. Esistono, infatti, polizze assicurative che impegnano le assicurazioni a far fronte alle eventuali spese legali sostenute dal contraente, sia esso un professionista, una società esercente attività commerciale o meno ovvero un qualsiasi soggetto che desideri tutelarsi dal rischio derivante dal pagamento, appunto, delle spese legali.

Le polizze in questione possono essere offerte in diversi modi che, a titolo meramente esemplificativo, potremmo chiamare “comprese in un pacchetto” o “da sole”. Spesso, la modalità di offerta della polizza o, nel caso di “pacchetto”, della singola clausola, dipende dall’assicurazione con la quale si contratta: esistono assicurazioni specializzate nel solo ramo legale che offrono tali polizze “da sole” (benché inserite in un “pacchetto” che, comunemente, si caratterizza per essere specificamente destino a professionisti piuttosto che ad altri soggetti); altre assicurazioni, attive in più ambiti di mercato, possono offrire tali polizze “da sole” o possono inserire la clausola, ove prevista dalle condizioni generali di contratto predisposte dall’ente assicuratore, in “pacchetto”, invero all’interno di una polizza più ampia che comprende, nel caso di specie, anche le spese legali.

Non volendoci inoltrare in considerazioni relative al merito delle singole assicurazioni, deve essere posto in evidenza un dato: il fatto che un’assicurazione garantisca la copertura del rischio delle “spese legali”, non è certo che queste comprendano anche le spese per il procedimento di arbitrato. È buona regola accertare, prima della sottoscrizione del contratto, quali siano, specificamente, i casi nei quali la liquidazione delle spese legali può avvenire. Deve altresì essere accertato, prima della sottoscrizione del contratto, qualora vi sia uno specifico interesse da parte dell’assicurato, se le condizioni generali di contratto garantiscono la libera scelta dei c.d. professionisti (avvocato, consulente di parte etc.) e se l’assicurazione effettua, sull’eventuale futuro procedimento che dovesse instaurarsi, una previa valutazione di merito o opportunità o convenienza, sulla base della quale l’assicurazione può rifiutarsi di prestare la garanzia sottoscritta, ritenendo la pretesa della parte ovvero la sua resistenza, ad esempio, manifestamente infondata o temeraria. Segue l’onere di accertare e di valutare l’adeguatezza dei massimali che l’assicurazione metterà a disposizione dell’assicurato al momento del verificarsi del fatto che ingenera l’obbligo dell’assicurazione di pagare le spese legali.
Spesso, nelle polizze “singole”, invero di mera tutela legale, sono ricomprese svariate garanzie (sempre attinenti all’ambito legale), essendo rare e poco interessanti per il mercato le polizze che offrano la sola tutela legale in arbitrato. Nelle polizze “pacchetto”, invece, l’assicurazione offre, nell’ambito di una tutela più ampia, anche la tutela di spese legali (ad esempio, le polizze di assicurazione per la casa o le polizze per “azienda” o “impresa”, possono offrire specifiche garanzie per la tutela legale).

Come anticipato, la tutela legale non sempre ricomprende anche le spese derivanti da procedimenti arbitrali e, comunque, non è certo che ogni procedimento arbitrale sia ricompresa nella eventuale tutela arbitrale. È questo il caso, a titolo meramente esemplificativo, della ipotetica formula di polizza “spese per procedure arbitrali relative ad arbitrati per la risoluzione di vertenze di natura contrattuale”: tale soluzione è certamente volta a garantire l’assicurato in sede di arbitrato ma limitatamente ai casi in cui la questione sia relativa ad una controversia di natura contrattuale e non extracontrattuale.

Attenzione deve essere posta anche ai soggetti cui la garanzia assicurativa si estende e ciò dipende dalla tipologia di polizza che si sottoscriverà, essendo queste ideate per far fronte alle esigenze del singolo professionista, piuttosto che della società commerciale ovvero del soggetto che intende tutelarsi per la propria vita privata. Generalmente, le polizze di tutela del professionista assicurano lui, lo studio, le filiali, eventuali dipendenti; le polizze ideate per la tutela di società commerciali o meno, estendono la propria garanzia alle vertenze relative all’azienda, alle sedi, filiali, dipendenti.

Si tenga presente che la tutela legale e, nello specifico arbitrale, opera nel seguente modo: se accade un fatto (esempio: malfunzionamento di un macchinario venduto dalla società Beta s.p.a.) rientrante tra quelli ricompresi nell’ambito di tutela legale (che supponiamo garantire l’assicurato tanto in ambito giudiziale quanto arbitrale, per controversie contrattuali, come quella in analisi) sottoscritta dalla società Alfa s.r.l., l’assicurato si rivolge al proprio legale di fiducia (ove ciò sia previsto dalle condizioni generali di contratto) che, a fronte di una clausola compromissoria presente nel contratto di compravendita del macchinario concluso con Beta s.p.a., procede ricorrendo all’arbitrato. Ipotizziamo anche che durante il procedimento si ricorra ad un consulente, per determinare le specifiche del malfunzionamento. A procedimento concluso, le spese sostenute dall’assicurato sono liquidato, entro i massimali, dall’assicurazione.

L’assicurazione di tutela legale comprensiva di tutela per i procedimento arbitrali, è una garanzia per l’assicurato e per i professionisti che prestano la loro opera: da un lato, si consente all’assicurato di ottenere una soluzione in tempi celeri con la consapevolezza di poter contare sulla tutela di una assicurazione e, dall’altro lato, i professionisti possono affrontare con serenità la trattazione del procedimento, consapevoli di non dover attendere il pagamento delle proprie prestazioni per problemi finanziari del cliente.

Luca Cadamuro

Vuoi un arbitrato? Ecco la Clausola Arbitrale.

COME SCEGLIERE L’ARBITRATO?

In ogni contenzioso in cui si discute di diritti disponibili gli interessati possono scegliere di far decidere la soluzione ad un Tribunale arbitrale invece che al giudice ordinario.

Questa opzione si può fare in due momenti:

  • o, prima che insorga il contenzioso, sottoscrivendo un testo contrattuale che preveda una clausola arbitrale o prevdendo un apposito accordo che preveda la devoluzione al tribunale arbitrale di ogni eventuale lite che dovesse generarsi in riferimento a quel rapporto contrattuale;
  • o, dopo che è nata la lite,  sottoscrivendo un apposito accordo, che si chiama compromesso.

In entrambi i casi, prima della lite o dopo che è insorto il conflitto, le parti scelgono la via arbitrale e dichiarano allo stesso tempo di rinunciare all’azione giudiziale ordinaria.

Per sapere come fare, vi riportiamo un esempio di clausole standard che le parti interessate possono inserire nei contratti per accedere al servizio di arbitrato amministrato della Camera Arbitrale della Venezia Orientale

Clausola contrattuale di arbitrato

Tutte le controversie relative o comunque collegate al presente contratto saranno risolte in via definitiva mediante arbitrato amministrato in conformità al Regolamento vigente adottato dalla Camera Arbitrale della Venezia Orientale, che le parti dichiarano di conoscere ed accettare (*).

(*) scelta opzionale

Qualora si voglia che a decidere sia un Giudice in composizione collegiale andrà aggiunta la seguente clausola:

[FACOLTATIVO] Il Tribunale Arbitrale sarà composto da un “collegio arbitrale” nominato in conformità al Regolamento vigente adottato dalla Camera Arbitrale della Venezia Orientale.

Qualora non venisse specificata nella clausola questa pattuizione, si applicherà quanto previsto in via generale dal Regolamento della Camera Arbitrale della Venezia Orientale.

10 ragioni per cui Ti conviene l’arbitrato

PERCHE’ CONVIENE L’ARBITRATO?

Con 10 risposte a 10 domande, vediamo quali benefici trae il territorio del Veneto Orientale dalla Camera Arbitrale:

1. CHIUNQUE VI PUÒ ACCEDERE: l’estensione di impiego è vastissima, basti pensare che – a solo titolo di esempio – l’arbitrato può essere usato in liti di condominio, per l’accertamento dei propri crediti, per l’esecuzione di contratti tra professionisti e tra imprese, nonchè la tutela di diritti di servitù e confini o per chiedere l’interpretazione di una norma di uno statuto.

2. I COSTI SONO INFERIORI RISPETTO ALLA GIUSTIZIA ORDINARIA E SONO NOTI E PREDETERMINATI FIN DALL’AVVIO DEL PROCEDIMENTO: i costi sono stabiliti in un tariffario che è consultabile da chiunque vi abbia interesse. Inoltre, i costi non cambiano in corso di procedimento e, anche se computati sulla base del valore della controversia, sono inferiori rispetto ai contributi unificati della giustizia ordinaria.

3. I TEMPI SONO CERTI E BREVI: la durata massima, salvo deroga espressa per accordo delle parti, è di 180 giorni; un tempo minimo rispetto agli anni richiesti dalla giustizia ordinaria.

4. GLI ARBITRI RISPONDONO PERSONALMENTE: gli arbitri rispondono personalmente per negligenza dovuta da dolo o colpa grave, cosa che, di fatto, non accade con i magistrati.

5. GLI ARBITRI SONO SOGGETTI QUALIFICATI: possono essere avvocati, piuttosto che architetti o esperti contabili. In base al tipo di controversia, si avrà un esperto capace di decidere.

6. IL GIUDICE DELL’ARBITRATO È SOGGETTO TERZO, IMPARZIALE E RICUSABILE: tutte caratteristiche facilmente verificabili da chi accede al procedimento ed è altrettanto facile chiedere la ricusazione ove ne ricorrano i presupposti, senza ricorrere ai gravami burocratici della giustizia ordinaria.

7. IL LODO È EQUIPOLLENTE ALLA SENTENZA: il giudice pronunzia sentenza, l’arbitro il lodo. Sono atti che possono avere il medesimo valore legale quindi offrono le medesime garanzie alla parte vittoriosa.

8. I COSTI POSSONO ESSERE SOSTENUTI DA UN’ASSICURAZIONE: alcune imprese assicurative, riconosciuta la convenienza del procedimento arbitrale, offrono, in cambio di un premio, l’accollo, entro un certo massimale, dei costi dell’arbitrato. Si tratta di polizze studiate per semplici cittadini, per professionisti o per imprese.

9. REGOLE CHIARE: la Camera arbitrale dispone di uno statuto e di un regolamento proprii, accessibili a chiunque vi abbia interesse.

10. L‘ARBITRATO PUÒ SVOLGERSI OVUNQUE: non è necessario spostarsi presso gli uffici giudiziari di Rialto, come impone la giustizia ordinaria che aggiunge al danno dell’inefficienza anche la beffa dell’inaccessibilità agli uffici giudiziari. La sede può stabilirsi di volta in volta, venendo incontro alle esigenze delle, senza imporre onerosi spostamenti.

Luca Cadamuro

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L’Arbitrato: una soluzione vera

“NE CIVES AD ARMA RUANT”

(affinché i cittadini non ricorrano alle armi)

Questo è il brocardo latino che sintetizza il ruolo del diritto nella società.

La Giustizia nell'arbitrato

La Giustizia nell’arbitrato

Tuttavia, posto che IL DIRITTO NON PUÒ AMMINISTRARSI DA SOLO E, QUINDI, NON PUÒ, AUTONOMAMENTE, APPLICARSI ALLE LITI CHE POSSONO ESSERE L’ORIGINE DEL MALESSERE SOCIALE, È NECESSARIO CHE QUALCUNO APPLICHI AL CASO CONCRETO LA NORMA ASTRATTA. Nel nostro ordinamento, quel soggetto che funge da “collegamento” tra norma e lite è IL GIUDICE o, più genericamente, L’ORDINAMENTO GIUDIZIARIO.

A cosa serve l’ordinamento giudiziario? Ad applicare una norma alla singola controversia, AFFINCHÉ CHI SI RIVOLGE AL GIUDICE POSSA OTTENERE CIÒ CHE GLI SPETTA, in base al diritto. La funzione del giudice è, quindi, UNA FONDAMENTALE FUNZIONE DI GARANTE DI GIUSTIZIA E, per questo, DI PACE SOCIALE.

Ma COSA ACCADE SE L’ORDINAMENTO GIUDIZIARIO NON FUNZIONA?

COSA ACCADE, QUINDI, QUANDO I GIUDICI NON POSSONO PIÙ ASSICURARE LA GIUSTIZIA E, PER QUESTO, LA PACE SOCIALE?

Chi farà da garante alle nostre pretese?

Stiamo assistendo al DEGRADO della GIUSTIZIA:

  • TEMPI INFINITI PER L’OTTENIMENTO DI PROVVEDIMENTI,
  • APPLICAZIONI ARBITRARIE (sia pur per bisogno e non per vezzo) DELLE NORME PROCESSUALI SUI TERMINI,
  • IMPOSSIBILITÀ DI AVERE UNA ANALISI APPROFONDITA DELLE CIRCOSTANZE DI FATTO E DI DIRITTO POSTE A FONDAMENTO DELLE NOSTRE PRETESE GIUDIZIALI a causa di eccessiva mole di lavoro in capo ai magistrati.

Questi sono solo alcuni degli esempi di come NON ESISTA PIÙ LA CONDIZIONI PER UN ESERCIZIO ORDINATO DELLA TUTELA GIURISDIZIONALE e, quindi, non esista la condizione per ottenere CIÒ CHE VORREMMO OTTENERE CON LA NOSTRA DOMANDA GIUDIZIALE.

Parliamo di questioni terrene: crediti che non si possono recuperare in tempi celeri, danni che trovano risarcimenti quando non cè più nulla da risarcire, procedimenti di giurisdizione volontaria (v. Ads) con tempi inconciliabili con la natura dell’istituto giuridico. Lo Stato rinuncia, di fatto, all’esercizio della garanzia della giustizia per il cittadino e compromette anche la pace sociale, fine stesso dello stato moderno.

Lo Stato NEGA SÉ STESSO, opponendo motivi finanziari quali argomenti per giustificare lo stato degradato della giustizia, NEGANDO – DE FACTO (anche con i crescenti costi di accesso alla giustizia) – LA PRETESA ALL’ACCESSO ALLA GIUSTIZIA E NEGANDO IL PRINCIPIO DI RAGIONEVOLE DURATA DEL PROCESSO e RIDUCENDO QUESTE PRETESE A MERI “DIRITTI FINANZIARIAMENTE CONDIZIONATI”, in spregio alla Costituzione e alle fonti internazionali.

Ma la SOLUZIONE ESISTE: È L’ARBITRATO, istituto che consente il deferimento di una questione ad un arbitro o ad un collegio di arbitri che DEVONO DECIDERE DELLA CONTROVERSIA ENTRO 180 GIORNI. Il termine è infinitamente più breve rispetto ai tempi della giustizia ordinaria che, anche per questioni di semplice soluzione, impiega non già mesi bensì anni per giungere a una sentenza.

Altro punto di forza di questo istituto è dato dai COSTI CERTI FIN DALL’AVVIO DEL PROCEDIMENTO, non docendosi far fronte agli esosi costi della giustizia ordinaria.

NELL’ARBITRATO, inoltre, CHI DECIDE RISPONDE PERSONALMENTE ED EFFETTIVAMENTE PER DOLO O COLPA GRAVE NELLO SVOLGIMENTO DELLA SUA MANSIONE, garantendo un reale interesse, anche personale, dell’arbitro a concludere in tempo ed in modo conforme a diligenza professionale in suo incarico.

L’ARBITRO è PERSONA QUALIFICATA (avvocato o tecnico, in base al tipo di controversia), elemento che consente, INSIEME AL POTERE DI RICUSARE L’ARBITRO, di AVERE UN LODO REDATTO DA PERSONA COMPETENTE, TERZA ED IMPARZIALE.

L’atto conclusivo del procedimento è detto LODO: tale atto PUÒ AVERE LA MEDESIMA EFFICACIA ESECUTIVA DELLA SENTENZA PRONUNZIATA DAL GIUDICE. Inoltre, ad onor del vero, l’arbitrato non è più “il tribunale dei ricchi”: oggi è una realtà che, in termini di costi, risulta anche PIÙ ACCESSIBILE RISPETTO ALLA GIUSTIZIA ORDINARIA E CONSENTE L’ACCESSO A CHIUNQUE. Tutto ciò è possibile grazie ad un accordo contrattuale tra le parti che, fin dal principio del loro rapporto, decidono di imoegnarsi a deferire all’arbitro questioni, ad esempio, relative alla interpretazione del contratto o alla esecuzione del medesimo. Anche in caso di assenza di un tale accordo preventivo è possibile, successivamente, ricorrere all’arbitrato, con l’accordo delle parti.

È così che un artigiano potrà far valere i propri crediti in tempi brevi e certi e in un luogo vicino alla propria attività, evitando spostamenti onerosi. Lo stesso dicasi per in professionista in relazione, per il comune consumatore o per la grande impresa.

Riappropriamoci della giustizia!

Luca Cadamuro

Cerchi una soluzione? Ecco l’Arbitrato

LA GIUSTIZIA ORDINARIA COLLASSA? SCEGLI L’ARBITRATO!

A fronte delle recenti riforme in materia di spending review, si constatano crescenti disagi nel sistema pubblico.

Ciò che interessa affrontare in questa sede è il problema della GIUSTIZIA, settore già gravato da inefficienze ed inefficacia, ora ulteriormente penalizzato dai tagli lineari.

Il territorio sandonatese (ma tutta la provincia in genere) viveva, in materia di giustizia, in un’isola (più) felice, rispetto ad altre realtà: il tribunale si occupava di questioni di interesse quotidiano con una certa celerità e ciò era un valore aggiunto per la competitività delle imprese e per le istanze dei comuni cittadini.

I grandi vantaggi erano, fondamentalmente, due: i tempi della giustizia, inferiori alla media; l’accessibilità, in termini fisici e geografici, alla sede dell’ufficio giudiziario.
Tuttavia, pur a fronte di numeri positivi raccolti dalla sede sandonatese del tribunale, peraltro ospitato in una struttura di nuova edificazione, i tagli alla giustizia hanno costretto alla chiusura di questa sezione distaccata che serviva un bacino di utenza importante e in tempi ragionevoli.

Perché s’è deciso un taglio lineare di questo genere, a fronte di una struttura efficiente ed efficace?

Attualmente la sede del tribunale si trova a Rialto: l’accessibilità è molto ridotta, soprattutto per persone con disabilità o anziane; la cancelleria, ufficio preposto a svolgere una funzione “ponte” tra le parti in causa, gli avvocati e il giudice, presta servizi in modo inadeguato rispetto all’ampio bacino di utenza riversatosi sulla sede veneziana dopo la chiusura delle sezioni distaccate; aumentano ulteriormente i costi di notifica degli atti che devono partire dall’isola per raggiungere la terraferma; non sembra esservi alcuna tutela della riservatezza degli atti giudiziari, abbandonati lungo i corridoi, alla mercé del caso. Inoltre, ciò che maggiormente colpisce, è L’ALLUNGAMENTO ULTERIORE DEI PROCEDIMENTI E L’AUMENTO DEL COSTO PER L’ACCESSO ALLA GIUSTIZIA. Se la riforma fu proposta per migliorare la performance della giustizia, di certo a Venezia i risultati devono ancora vedersi.

Tanto premesso, a noi preme TROVARE UNA SOLUZIONE a questo problema che implica MAGGIORI COSTI PER TUTTI GLI UTENTI DELLA GIUSTIZIA. La giustizia lenta, costosa e inefficace non può che generare disagio all’imprenditore come all’anziano, senza differenza.

La soluzione si chiama ARBITRATO. Un istituto poco noto al grande pubblico e spesso confuso con arbitraggio o conciliazione. L’arbitrato è un istituto giuridico che consente di deferire una lite a un arbitro (o a un collegio di arbitri), ACCELERANDO I TEMPI DELLA GIUSTIZIA E ASSICURANDO COSTI CERTI E RIDOTTI RISPETTO AL PROCESSO ORDINARIO nonché UNA TRATTAZIONE REALMENTE “IN ESCLUSIVA” DA PARTE DELL’ARBITRO, facendo venire meno l’immagine di un giudice asserragliato da centinaia di fascicoli di altrettante cause che MAI POTRANNO ESSERE SEGUITE CON CURA.

L’arbitro, inoltre, è persona QUALIFICATA CHE RISPONDE PERSONALMENTE PER I PROPRIO ERRORI COMMESSI DURANTE LO SVOLGIMENTO DEL PROCEDIMENTO, cosa che non accade, di fatto, per i magistrati.

L’arbitro, infine, decide sulla questione sottopostagli con un LODO, atto che PUO’ AVERE EFFICACIA ESECUTIVA tra le parti, ALLA PARI DI UNA SENTENZA PRONUNCIATA DAL GIUDICE.

Anche il sandonatese dispone di arbitri disposti a conoscere delle controversie dei nostri artigiani, dei nostri commercianti, dei nostri professionisti e dei nostri cittadini che, a fronte di ingenti prelievi tributari, non possono accedere a una giustizia efficace ed efficiente.

Nel nostro territorio esiste la CAMERA ARBITRALE DEL VENETO ORIENTALE, espressione dell’associazione CAMERA AVVOCATI DI SAN DONÀ.
Per conoscere meglio problemi e soluzioni alla questione della giustizia nel veneziano e nel sandonatese, Vi invitiamo a partecipare, in qualità di ospiti, alla prossima puntata di Tango.

Luca Cadamuro

Scopri qui la Camera Arbitrale della Venezia Orientale

Perchè l’arbitrato?

L’ARBITRATO IN DUE PAROLE

L’arbitrato (dal latino arbitratus, cioè giudizio) è un metodo alternativo di risoluzione delle  controversie (cioè senza ricorso ad un procedimento giudiziario) per la soluzione di  controversie civili e commerciali, svolta mediante l’affidamento di un apposito incarico ad uno o più soggetti terzi rispetto alla controversia, detti arbitri, normalmente in numero di 3, di cui 2 scelti da ciascuna delle parti ed il terzo nominato dalle parti se in comune accordo o dai loro arbitri, o in caso di mancato accordo, da parte di una persona al di sopra delle parti (es. il Presidente di un Tribunale), i quali producono una loro pronuncia, detta lodo, che contiene la soluzione del caso ritenuta più appropriata.

La scelta di affidare la risoluzione della controversia ad un collegio arbitrale non può essere pattuita e sottoscritta prima della conclusione del periodo di prova, ove previsto, oppure se non siano trascorsi almeno trenta giorni dalla data di stipulazione del contratto di lavoro. Ciò avviene con l’inserimento di una apposita clausola compromissoria o, successivamente dopo l’insorgere della controversie, con la sottoscrizione di un apposito accordo, il compromesso arbitrale.

Scopri qui la Camera Arbitrale della Venezia Orientale